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Dapper Dan: «La mia moda è un sogno di riscatto»

I MIEI CLIENTI VOLEVANO ESPRIMERE UN’IDEA PERSONALE DI BELLEZZA. POTER DIRE ATTRAVERSO GLI ABITI: “SONO UN ESSERE UMANO”

La pioggia di loghi illustri ma inarrivabili, i dettagli esagerati, quel gusto bling bling erano i segnali di un valore che i cittadini di serie B dovevano darsi da soli. Più un’araldica che un’estetica, un attributo da aristocrazia della strada. Non a caso i primi clienti sono i potenti boss della droga Alpo Martinez e Aize Faison, ai quali seguono i rapper che cominciano a far carriera: LL Cool J, Eric B. & Rakim, Public Enemy, Salt-n-Pepa. Il meglio dell’hip hop degli anni 80, che non dettava legge nella moda come succede oggi ma emulava i miti urbani del tempo: “Ieri i rapper volevano vestire come i gangster, adesso è il contrario”, commenta Dapper.

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